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SUD SARDEGNA | Formula Tour - TRAVELLING SARDINIA - VIAGGI

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Nel fantastico sud
Chi non l’avesse mai visitato, capirà perché lascia tutti entusiasti. Il sud della Sardegna è indiscutibilmente meraviglioso. Selvaggio e spettacolare sulle coste irte come paradisiaco sulle calme acque cristalline che bagnano le caraibiche spiagge. Vitale ed operoso nel Capoluogo Cagliari, come romantico nelle distese pianure agricole. Ricco di storia, nuragica, fenicia, romana, ….mineraria. E ricco di storie, mitologiche, agropastorali, ….umane. Passando da un’area parco all’altra, su confortevoli pullman e con una Guida locale ogni giorno con voi, in poco più di 800Km di percorrenze complessive ed un unico cambio di albergo, scoprirete luoghi che ricorderete con il gusto dell’enogastronomia tipica sarda.
FORMULA TOUR
Prossime date disponibili
25-30.04.2024
01-06.06.2024

Quota 830,00€/persona
GIORNO 1
Benvenuti in Sardegna
Giunti all’aeroporto di Cagliari, sarete accolti dal personale, che vi accompagnerà direttamente in hotel. In base alll’orario di arrivo, potrete visitare i suggestivi quartieri storici di “Stampace” e “Marina”, tra i quali il vostro Hotel è ubicato, con viuzze dalle caratteristiche botteghe per degustazioni e shopping. Dopo la sistemazione in hotel, la cena sarà in un tipico ristorante nei pressi dell’hotel. Al termine si potrà rientrare in pochi minuti o cogliere l’occasione per gironzolare in tranquillità tra le viuzze illuminate.
GIORNO 2
Cagliari, da sempre la Capitale della Sardegna
Cagliari, città dalla storia plurimillenaria, ricca di monumenti e panorami mozzafiato. Al centro del Golfo degli Angeli, è storicamente il cuore amministrativo dell’isola. Fondata dai fenici con il nome di Karalis, diventerà nei secoli capoluogo di provincia romana, poi città Viceregia durante il dominio aragonese sino a essere anche, per un breve periodo, sede reale durante il Regno di Sardegna e Piemonte. Partendo dal Largo Carlo Felice, inizierete una piacevole passeggiata (2h30’) alla scoperta del quartiere di Castello, passando per le scalette di S. Chiara, raggiungerete prima il Terrapieno e quindi vi accederete da Porta Cristina, sotto la Torre dell’Elefante; tra le chiese spicca la Cattedrale, tra i palazzi nobiliari quello Viceregio. Le terrazze panoramiche regalano visioni su tutte le pianure circostanti e sulle grandi lagune del Golfo degli Angeli. Sarà l’occasione per assaggiare la tipica “pizzetta cagliaritana”. Saliti in pullman prima del finire della mattina raggiungerete il caratteristico Mercato di San Benedetto, testimone di una cultura enogastronomica basata su materie prime autentiche e non elaborate, la breve sosta vi farà scoprire i sardi a tavola. Subito dopo la pausa per il pranzo libero in città, ripartirete in pullman per raggiungere la bianca Basilica di Nostra Signora di Bonaria e quindi fare una sosta sul panoramicissimo Monte Urpinu. Ripartiti in pullman raggiungerete il litorale del Poetto e le policrome saline di Molentargius, con i fenicotteri rosa e la dominante Sella del Diavolo. Sosta in spiaggia e relax con la possibilità di fare un aperitivo tipicamente cagliaritano. Rientrati in città, avrete il tempo per rilassarvi in hotel, prima di andare a cena e ritornarvi per il pernotto.
GIORNO 3
Villasimius e Castiadas, tra Area Marina Protetta e storia agropastorale
Lasciato l’hotel vi dirigerete verso la costa sud orientale, percorrendo un panoramico scorrimento veloce, che attraversa la regione denominata Sarrabus. Arrivati a Castiadas, farete un primo stop&go davanti alla frazione “Centrale” per parlare della storia ottocentesca di questi luoghi, nati come colonia carceraria aperta, per la bonifica del territorio. Un brevissimo spostamento vi  porta nella splendida spiaggia di Cala Sinzias, il mare della Sardegna vi apparirà nuovamente in tutta la sua bellezza. Proseguirete sulla strada costiera, con un’altra brevissima sosta a cospetto dell’Isola di Serpentara, sino ad entrare a Villasimius e raggiungere il promontorio di Capo Carbonara. Qui farete una sosta nella caraibica spiaggia di Porto Giunco, raggiungibile camminando attraverso la laguna di Notteri. Sulla spiaggia veglia dal cinquecento l’aragonese torre costiera. Per chi non vorrà solo rilassarsi in spiaggia, la brevissima passeggiata regalerà fotografie spettacolari sulla costa. Verso le 13.30 sarete nel paesino di Villasimius, per consumarvi liberamente il pranzo. Nel tardo pomeriggio, dopo una breve visita del luogo, ripartirete percorrendo la strada costiera che, con alcune soste nei punti più panoramici, chiuderà un percorso ad anello sino a raggiungere nuovamente la spiaggia del Poetto e la Laguna di Molentargius, prima di giungere in hotel a Cagliari, per la cena e la notte.
GIORNO 4
Il Sulcis con Pula, Chia, S.Antioco e Carloforte
Lasciato l’hotel e Cagliari, ammirerete le immense aree umide di S.Gilla, ricchissime di fenicotteri, aironi, avocette, ecc. Proseguendo lungo la strada che i devoti percorrono a piedi nei giorni della Festa di Sant’Efisio Martire, si giunge a Pula. Siamo sulla costa fenicia della Sardegna e qui, dopo Karalis (Cagliari) vi era la prima grande città: Nora. L’itinerario segue ora la strada litoranea di Santa Margherita di Pula, sino alle celebri spiagge di Chia, dove uno stop è imperdibile. Proseguendo, tra le insenature ornate da frastagliati promontori, scogli ed isolette, torri spagnole e peschiere naturali, costeggerete il Poligono Interforze di Capo Teulada, sino a fermarvi per un nuovo stop&go al borgo di Tratalias con la sua Cattedrale Romanica di Santa Maria di Monserrat (1200 d.C.). Attraverso vigneti a Carignano, candide Saline popolate da “Sa Genti Arrubia” (i fenicotteri), l’imponente Ponte eretto dai Romani (250 a.C.) ed il Tofet di Sant’Antioco (800 a.C.), giungerete all’imbarco traghetti del mediterraneo porticciolo di Calasetta. In 30’ si è sull’Isola di S.Pietro, dove sorge la cittadina di Carloforte, ancor oggi orgogliosa enclave ligure (pegliese), dalle vive tradizioni “tabarkine” (nord africane). Qui, allo sbarco farete una ricca degustazione basata sul celebre tonno rosso pescato in loco. Dopo un breve giro in pullman (con sosta) della parte sud occidentale dell’isola, ritornerete nel paesino per passeggiare tra caratteristici “caruggi” e scalinate, in un’atmosfera unica. Imbarcati nuovamente sul traghetto, vi dirigerete verso Carbonia e Iglesias, passando sotto i celebri “Fanghi Rossi” e, sulle veloci S.S.130 e SS131, attraverserete le pianure del Cixerri e del Campidano, tra campi di grano, greggi di pecorelle e antichi colli vulcanici, sino a giungere in serata ad Arborea, per la sistemazione e la cena in hotel, prima del pernotto.
GIORNO 5
Oristano e la Penisola del Sinis: la civiltà nuragica tra peschiere e candide spiagge
Lasciato l’Hotel, in direzione nord, costeggerete la laguna di Santa Giusta, sino ad oltrepassare l’omonima cittadina con la sua spettacolare Cattedrale. In breve sarete giunti ad Oristano. Da sempre capoluogo di provincia e già capitale del Regno d’Arborea, in epoca giudicale. Una breve passeggiata per vedere i principali monumenti, tra cui la Torre di San Cristoforo e la Cattedrale dell’Assunta, quindi ripartirete alla volta della Penisola del Sinis. Tra gli antichi malsani acquitrini, oggi trasformati in verdi risaie, osserverete l’avifauna locale e, tra ponti, canali e peschiere, oltrepasserete Cabras per raggiungere il villaggio di pescatori di San Salvatore, celebre per la sua chiesetta campestre (che custodisce quattro ipogei destinati, circa 6.000 anni fa, ai culti pagani) e la “Corsa degli Scalzi”. Siamo nel cuore dell’Area archeologica di Mont’e Prama, in cui sono state ritrovate le famose statue degli omonimi Giganti nuragici (750 a.C.), ed in pochi chilometri giungerete sulla spiaggia di San Giovanni di Sinis, per il pranzo libero, la sosta in spiaggia, la facoltativa visita del promontorio di Capo San Marco e/o delle Rovine della città di Tharros. Il borgo marinaro custodisce la splendida chiesa bizantina ed un Falasco (un’antica abitazione tipica dei pescatori locali), che sicuramente potrete ammirare almeno negli esterni. Un brevissimo spostamento in pullman permetterà di visitare l’emblematica Peschiera di Mare Pontis, tra le più celebri per la produzione della caratteristica Bottarga di Muggine. Il rientro in hotel è celere, previsto entro la prima serata per la cena ed il pernotto.
GIORNO 6
Archeologi, Minatori e Vignaioli
Lasciato l’Hotel, in direzione est, raggiungerete in breve la panoramicissima Area archeologica di Cuccurada. Qui dalla preistoria vi vissero gli antichi sardi, i Nuragici certamente, gli Shardana forse. Alcuni dei popoli più antichi del Mediterraneo, vi costruirono prima una cinta muraria megalitica e poi l’intero complesso nuragico. Come degli “Indiana Jones” ci si addentrerà tra le imponenti mura, per vivere un’esperienza che fa comprendere meglio la cultura sarda moderna. Proseguendo verso il Monte Arcuentu, si incontra la vasta area boschiva che oggi custodisce la Miniera Montevecchio. Imponenti sono le torri neoclassiche erette dalla metà dell’ottocento, per testimoniare e comunicare la rivoluzione industriale e sociale di cui sarebbero state protagoniste, caratterizzando anche il paesaggio, oltre che la vita delle persone. Stalle, deposito di minerali, case dei lavoratori, fonderia, falegnameria, officina meccanica, ecc. La tappa in quella che fu la più grande miniera di piombo e zinco d’Europa, vi regalerà un’esperienza unica e un importante scorcio sulla sardità. Un breve spostamento in pianura vi porterà nella piana vocata alla produzione dell’uva Bovale. L’antico vitigno, andrete ad incontrarlo in vigna ed in cantina, dove la degustazione con accompagnamento di prodotti locali varrà il pranzo. La ripartenza sarà alla volta dell’aeroporto di Cagliari, da cui dista circa 45 minuti, ma prima potrete fare in tempo a regalarvi una sosta nel caratteristico paesino di San Sperate, celebre per i suoi “murales” e le sculture musicali dell’artista Pinuccio Sciola. Certamente rigenerati, con la mente arricchita di luoghi e curiose novità, spettacoli indimenticabili e nuovi amici, si parte verso le destinazioni di origine.
<<Che storia poi quella dei minatori. La prima volta che venni in Sardegna, ricordo che faceva caldo ed in auto non c’era ancora l’aria condizionata. Le zone delle miniere erano polverose, con quei camion enormi che passavano a tutta velocità. Dovevamo soffocare con i finestrini chiusi, per non finire impanati dalla polvere. Ora le miniere sono inattive e visitarle è semplicemente stupefacente. Quanto ingegno umano fu usato per inventare quelle macchine e quante vite umane furono donate, prima di comprenderne il reale valore. Un'altra esperienza imperdibile.>> (…..)

Fausto T.
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